Ma prima The great Premessa:

Cos’è un blog senza lettori? Ma ancor di più, cos’è un lettore senza contenuti da leggere?

E‘ passato un mese preciso da quando ho aperto il blog, battezzato e diffuso la voce nell’università in merito, e nonostante i migliori propositi e mille ispirazioni non ho combinato un fico secco. Vi chiedo scusa.
Mi auguro di essere più brava nei giorni a venire o, perlomeno, di programmare i post da pubblicare.

Non si perda tempo e partiamo direttamente con quello che (spero) vi interessa veramente.


2 Aprile 2015, Piazza Dante: uscita dalla metropolitana con mia madre, la accompagno nella via che sfocia nella celebre via Toledo, pullulante di gente di qualunque età e shatush. L’intento è di far shopping alternativo, adatto a tutte le tasche e local al 100% (o quasi, chi lo sa); Napoli è fortunatamente una città che offre diverse opportunità per soddisfare questi requisiti e bastano pochi passi dalla statua del poeta fiorentino per incontrare Gaspare, in arte Gasparotto il re del Panciotto.

Chi è costui? Marina Cappitti lo aveva già scritto nel Dicembre scorso in una simpatica colonna de Il Mattino: cugino di Renzo Arbore, egli divulga il verbo del panciotto a uomini, donne e no, le taglie per bimbi non ho ancora visto ma chi lo sa. Fatto sta che Gasparotto è un tesoro umano della città partenopea: simpatico ma non invasivo, ama scambiare due (ma anche tre e quattro) chiacchiere con i clienti che provano i gilet in un piccolo, piccolissimo spazietto con specchio e separé che non nasconde la vista dei passanti e delle macchine bloccate per il traffico.

Un'altra fotografia che non rende giustizia a quel  angolo tra chiesa e un negozio d'abbigliamento (tra sacro e profano si direbbe).

Un angolo tra chiesa e un negozio d’abbigliamento (tra sacro e profano si direbbe), eccovi il re napoletano del panciotto, Gasparotto: simpatico e originale, non si è fatto dir due volte di essere fotografato. Chissà se vedrà questo articolo…

Oltre all’articolo della Cappitti appeso al cancello della Chiesa di San Michele Arcangelo, la caratteristica più evidente è il numero 5. Ben lungi dal profumo di casa Chanel, n°5 sono gli euro da spendere per ogni gilet; poco importa se si tratta di un Burberry originale, di un Benetton o di un brand non meglio definito, il prezzo è sempre quello.
A soli cinque spiccioli compri un gilet, prometti amore eterno (da fan) a Gasparotto e si convola a nozze, tanto la chiesa è di fianco!

Tra una chiacchiera e l’altra, gli dico che anche a Londra c’è la tradizione nel comprare i gilet on the road e gli domando se ne sapeva qualcosa: no, ma lui spera che il cugino  pluri-onorificato lo inviti a casa sua, nel Regno Unito. Ma la notte no, meglio di giorno tranne che sabato, altrimenti il Portobello Market è chiuso.

Gasparotto rappresenta senza saperlo un nodo tra Napoli e Londra: gilet, cravatte e foulard sono venduti per la strada a pochi spiccioli anche in una città dove l’aria respirata viene pesata ad oncia (che le cose cambino con David Cameron, premier incontrastato? Io ne dubito altamente). Lo scoprì l’estate scorsa, quando mi ritrovavo lì per imparare l’inglese come si deve: chilometri di folla dopo l’entrata dell’eccentrico mercato, ecco un po‘ di fiato.
Un’intera sezione del market è dedicato al mercato delle pulci: una sfilza infinita di bancarelle e portabiti contornavano la strada, mentre di fronte a loro i venditori sistemavano gli specchi e facevano del sano bargaining con il turista poco sprovveduto.

La fotografia non è un granché (mai usare le videocamere per NON fare video): immaginate di essere circondati da gilet, giubbotti e poltrone abbandonate a se stesse per molti metri, anzi, miglia. Loro hanno avuto tanti padroni e vogliono solo qualcuno che li indossi con amore. No, il furto non è contemplato, lasci 10 pounds da qualche parte e te ne vai contento.

L’immagine non rende un granché (mai usare le videocamere per NON fare video): immaginate di essere circondati da gilet, giubbotti e poltrone abbandonate a se stesse per molti metri, anzi, miglia. No, il furto non è contemplato, lasci 10 pounds da qualche parte e te ne vai contento.

I gilet abbondavano e ne provai almeno una dozzina, ma nessuno mi calzava bene e ci restai leggermente scoraggiata, seppur avessi comprato il mondo intero in uno spazio molto più ristretto. Chi lo avrebbe mai detto che avrei ritrovato i panciotti per strada a Napoli?

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